I lombardi alla prima crociata

Dramma lirico in 4 atti (parti) di Giuseppe Verdi, libretto di Temistocle Solera, dal poema omonimo in 15 canti (1826) di Tommaso Grossi.
1a rappresentazione: Milano, Teatro alla Scala, 11-II-1843 (direttore Eugenio Cavallini). Personaggi e interpreti: Arvino (tenore; Giovanni Severi), Pagano (basso; Prosper Dèrivis), Viclinda (soprano; Teresa Ruggeri), Giselda (soprano; Erminia Frezzolini), Pirro (basso; Gaetano Rossi), un Priore della città di Milano (tenore; Napoleone Marconi), Acciano (basso; Luigi Vairo), Oronte (tenore; Carlo Guasco), Sofia (soprano; Amalia Gandaglia).
1a edizione: Milano, Ricordi, 1843 (spartito) e 1965 (partitura).
La scena: Atto I in Milano. Atto II in Antiochia e sue vicinanze. Atto III e IV presso Gerusalemme. Epoca: 1095-97.
Parte I (La vendetta): Pagano, respinto dalla bella Viclinda che gli preferisce il fratello Arvino, giura di vendicarsi. Pertanto, introdottosi nel palazzo in cui vivono il padre Folco, il fratello e la cognata, uccide Folco credendo di colpire Arvino. Quest'ultimo sopraggiunge e impedisce a Pagano, disperato, di suicidarsi.
Parte II (L'uomo della caverna): per espiare, Pagano si è recato in pellegrinaggio in Terrasanta, ove vive da eremita; vi giunge anche Arvino, il quale si è posto a capo dei crociati lombardi. La figlia di Arvino, Giselda, si trova in Antiochia, prigioniera nel palazzo del tiranno Acciano; un amore corrisposto lega la fanciulla a Oronte, figlio di Acciano. Non riconosciuto dal fratello, Pagano incoraggia i crociati e fa in modo che Arvino non perda la speranza di ritrovare Giselda, una volta conquistata Antiochia. I crociati liberano la fanciulla, che alla vista dei soldati insanguinati, temendo che anche a Oronte sia toccata la stessa sorte, perde il lume della ragione e respinge il padre che tenta di stringerla fra le braccia.
Parte III (La conversione): Arvino, infuriato nei confronti della figlia, desidera vendicarsi di Pagano e apprende dai soldati che l'uomo si trova nell'accampamento dei crociati. Intanto Giselda soccorre Oronte, ferito, e con lui si reca in una grotta; qui l'uomo viene battezzato da Pagano, poi muore fra le braccia dell'amata.
Parte IV (Il Santo Sepolcro): grazie a Pagano, Arvino e Giselda si ritrovano in una grotta; successivamente padre e figlia spronano le truppe lombarde a combattere con coraggio. Infuria la battaglia per la conquista di Gerusalemme: i crociati, i pellegrini e le donne implorano l'aiuto divino. Alla battaglia partecipa uno sconosciuto che si copre di gloria. Ferito a morte viene portato alla tenda di Arvino, che infine riconosce in lui Pagano e gli concede il proprio perdono. Prima di morire, Pagano può ancora rallegrarsi per la liberazione della Città Santa.
Per la versione francese si veda Jèrusalem.