I masnadieri

Melodramma tragico in 4 parti, musica di Giuseppe Verdi, libretto di Andrea Maffei da Schiller.
1a rappresentazione: Londra, Her Majesty's Theatre, 22-VII-1847 (direttore Giuseppe Verdi).
1a rappresentazione italiana: Roma, Teatro Apollo, 12-II-1848 (direttore Eugenio Terziani).
Personaggi e interpreti (1847 e 1848): Massimiliano, conte di Moor (basso; Luigi Lablache - Giovanni Mitrovich), Carlo (tenore; Italo Gardoni - Nicola Ivanoff), Francesco (baritono, Filippo Coletti - Cesare Badiali), Amalia (soprano; Jenny Lind - Augusta Albertini-Baucardè), Arminio (tenore; Leone Corelli - Salvatore De Angelis), Moser (basso; Lucien Bouchè - Baldassare Mirri), Rolla (tenore).
1a edizione: Milano, F. Lucca, s. a. [1847; spartito].
L'azione succede in Germania sul principio del XVIII secolo, e dura circa tre anni.
Parte I: all'inizio del sec. XVIII in Sassonia, in una locanda, Carlo Moor, figlio del conte Massimiliano, sta leggendo un libro mentre i Masnadieri, gli amici ai quali si accompagna, ubriachi, stanno cantando. Il giovane, che si è lasciato condurre sulla cattiva strada e si è dato ai piaceri, in seguito indebitandosi, ha abbandonato il castello e ora attende di sapere se il padre è disposto a perdonarlo. Mentre è assorto in pensieri, riceve una missiva. Entusiasta, apre quella che crede essere la lettera del genitore per scoprire, invece, la grafia di Francesco, il fratello, che gli intima di non ritornare alla dimora paterna dove non sarà mai più il beneaccetto. Disperato, Carlo si mette a capo del gruppo di briganti e organizza scorribande in Boemia. Nel frattempo, Francesco, che ha scritto la lettera di suo pugno, sostituendola a quella che conteneva il perdono del padre, felice di essersi liberato del primogenito medita ora di eliminare il padre. Egli ordisce un inganno: il fedele camerlengo Arminio, travestito da messaggero, comunica al conte la falsa notizia della morte di Carlo. Il vecchio, sconvolto, cade esanime e il figlio coglie l'occasione per farlo rinchiudere in una torre e spargere l'annuncio dell'avvenuto decesso; inoltre si propone di sposare Amalia, la fanciulla amata dal fratello.
Parte II: nel cimitero nei pressi del castello, Amalia prega su quella che tutti credono la tomba di Massimiliano, mentre nel castello Francesco banchetta con gli amici. La ragazza viene raggiunta da Arminio, che, pentito, le rivela che Carlo è in vita così come il vecchio conte. In seguito Francesco tenta, invano, di far sua Amalia con la forza. Intanto Carlo, penetrato in Praga, è riuscito a salvare la vita all'amico Rollo che stava per essere impiccato e ha dato alle fiamme la città. Tornato nella foresta insieme con il compagno, egli, assorto, ripensa nostalgicamente all'amata, quando giunge la notizia che i soldati hanno circondato la selva.
Parte III: Amalia, fuggita dal castello, sente giungere i Masnadieri e teme per la sua vita, quando incontra Carlo. I due si riconoscono e si confermano il loro sentimento d'amore. In seguito il giovane si accosta alla rocca e cattura Arminio; poi, dopo averlo liberato, vede uscire un vecchio. Egli riconosce nell'anziano, visibilmente denutrito, il padre che Francesco aveva votato a morire di fame e che è sopravvissuto soltanto grazie al cibo recatogli segretamente dal camerlengo. Dopo aver raccontato la sua triste storia al figlio, che non ha riconosciuto, il conte sviene. Carlo, allora, invoca l'aiuto dei compagni per portare a termine la sua vendetta.
Parte IV: nel palazzo, Francesco ordina ad Arminio di convocare il pastore Moser. Quando questi giunge, Francesco gli racconta di aver avuto un terribile sogno nel quale egli era condannato alle pene eterne, poi domanda al ministro di Dio quali siano i peccati più terribili di cui si possa macchiare un uomo. La risposta è chiara: il parricidio e il fratricidio. Poco dopo giunge il camerlengo ad annunciare l'inizio della battaglia. Nella foresta, intanto, un gruppo di Masnadieri conduce come bottino Amalia che riabbraccia Carlo. Massimiliano, udendo le parole della nipote che si rivolge al giovane con l'appellativo di sposo, capisce che è suo figlio. Il capo dei Masnadieri svela la propria identità e confessa la sua nuova condizione. Il conte Moor, non resistendo a una simile notizia, spira. I compagni invocano il loro condottiero e gli rammentano il giuramento, mentre Amalia, dopo averlo perdonato, lo implora di ucciderla in modo da poter essere unita a lui almeno nella morte. Il giovane, dopo aver obbedito al volere della fanciulla, va a consegnarsi alla giustizia.