Il corsaro

Melodramma in 3 atti di Giuseppe Verdi, libretto di Francesco Maria Piave. Composizione: Parigi, inverno 1847-48 (terminata il 12-II-1848).
1a rappresentazione: Trieste, Teatro Grande, 25-X-1848. Personaggi e interpreti: Corrado (tenore; Gaetano Fraschini), Medora (soprano; Carolina Rapazzini), Gulnara (soprano; Marianna Barbieri-Nini), Selimo (tenore; Giovanni Petrovich), Seid (baritono; Achille De Bassini), Giovanni (basso; Giovanni Volpini), un Eunuco (tenore; Francesco Cucchiari), uno Schiavo (tenore; Stefano Albanassich).
1a edizione: Milano, Francesco Lucca, 1848.
L'azione si svolge nel Mar Egeo. Epoca: gli inizi del sec. XIX.
ATTO I: sull'isola dei Corsari nel mar Egeo, Corrado, il loro capo, inveisce contro l'umanità che lo considera reo; egli aveva una vita felice ma un destino crudele l'ha distrutta. Poco dopo giunge Giovanni, il fido compagno, a porgergli un messaggio. Lettolo, Corrado ordina ai Corsari di prepararsi per una spedizione contro i Musulmani. Nel frattempo nelle stanze di Medora, nella vecchia torre, questa, attendendo Corrado, suona con l'arpa, un triste motivo. Il giovane giunge e informa l'amata dell'imminente partenza. La fanciulla fra le lacrime, invano lo scongiura di non salpare, poi mentre egli se ne va, ella ode una voce che le annuncia una morte prossima.
ATTO II: in una stanza dell'Harem di Seid, Gulnara, la favorita del Pascià, si lamenta per la sua vita infelice; ella non desidera gemme preziose ma di poter tornare libera nella sua patria. In seguito un eunuco le comunica l'invito ad una festa in onore della prossima vittoria di Seid. In un chiosco in riva al porto di Corone, giunge uno schiavo ad annunciare a Seid e al suo ufficiale, Selimo, la venuta di un derviscio, un iniziato alla setta musulmana che chiede di essere ricevuto dal Pascià . Nel frattempo viene appiccato il fuoco alle navi e Seid ordina che il menzognero derviscio venga arrestato; ma questi si rivela per Corrado che, brandita la spada, chiama i suoi compagni. Mentre i Musulmani fuggono, i Corsari liberano le odalische dal serraglio e Corrado tiene fra le braccia Gulnara, quando il Pascià tornato con i suoi soldati, riesce ad avere la meglio. La fanciulla si invaghisce di Corrado e invoca per lui pietà presso Seid.
ATTO III: nella stanza del Pascià, questi si rallegra per la vittoria e per l'imminente morte del Corsaro che ha tentato di rapire la sua favorita. Poco dopo egli fa venire Gulnara e, adirato poiché ella ama Corrado, la minaccia. La fanciulla giunge alla torre dove sono stati rinchiusi i prigionieri e li aiuta a fuggire ma chiede in cambio a Corrado di uccidere l'odiato Seid. All'esitazione di questi, Gulnara decide di compiere ella stessa l'omicidio. Nel frattempo, sulla spiaggia dell'isola dei Corsari, Medora si è avvelenata e, in preda alla disperazione, attende la morte. Al fine giunge la nave dei Corsari superstiti e la giovane, dopo aver rivisto l'amato, muore fra le sue braccia; Corrado, straziato dal dolore, si getta in mare e Gulnara cade a terra priva di sensi.