Il trovatore

Dramma in 4 parti di Giuseppe Verdi, libretto di Salvatore Cammarano, dal dramma El trovador (Madrid, Teatro del Principe, 1o-III-1836) di Antonio Garcìa-Gutièrrez.
1a rappresentazione: Roma, Teatro Apollo, 19-I-1853. Personaggi e interpreti: il Conte di Luna (baritono; Giovanni Guicciardi), Leonora (soprano; Rosina Penco), Azucena (mezzosoprano; Emilia Goggi), Manrico (tenore; Carlo Baucardè), Ferrando (basso; Arcangelo Balderi), Ines (soprano; Francesca Quadri), Ruiz (tenore; Giuseppe Bazzoli), un vecchio Zingaro (basso; Raffaele Marconi), un Messo (tenore; Luigi Fani).
1a edizione: Milano, Ricordi, 1853.
L'avvenimento ha luogo in parte in Biscaglia, parte in Aragona. Epoca dell'azione: il principio del secolo XV. Parte I (Il duello): il capitano della guardia del conte di Luna, Ferrando, intrattiene i soldati raccontando loro come il padrone sia stato stregato, molti anni prima, da una zingara, la cui figlia, per vendicare la madre condannata al rogo per stregoneria, aveva rapito il fratello del conte, Garcia; essendo poi state ritrovate delle ceneri e delle ossa di bambino, si è pensato che la figlia della strega avesse bruciato il bambino rapito. Nel cortile del palazzo, durante la notte, Leonora d'Aragona confida all'ancella Ines di essere innamorata del trovatore Manrico, che aveva sentito cantare sotto le sue finestre. Lo risente nuovamente ed esce per corrergli incontro, ma anche il conte di Luna, innamorato egli pure di Leonora, si trova in giardino e la donna, credendolo Manrico, si getta fra le sue braccia. Manrico la scopre così e crede di essere stato tradito dall'amata; Leonora tenta di chiarire l'equivoco ed allora il conte sfida a duello il trovatore.
Parte II (La gitana): Manrico, ferito durante il duello che ha, però, vinto, si fa curare da colei che pensa essere sua madre, la zingara Azucena. Essa racconta però come la madre di lei sia stata condannata al rogo dal padre del conte e come essa, delirante, abbia gettato nel fuoco anche il proprio figlio, scambiandolo per Garcia; Manrico non è dunque altri che il fratello del conte di Luna. Giunge notizia che Leonora, pensando l'amante morto, vuole entrare in convento e Manrico parte subito per dissuaderla. Intanto il conte, con Ferrando e altri, ha deciso di rapire Leonora e Manrico giunge appena in tempo per liberarla.
Parte III (Il figlio della zingara): nell'accampamento attorno alla città di Castellor il conte è tormentato dalla visione del rivale tra le braccia della donna amata e decide di strappargliela, quando giunge Ferrando che porta con sé Azucena, trovata ad aggirarsi nei dintorni del castello. Sentendola parlare il conte riconosce in lei la figlia della strega condannata dal padre; saputo, poi, che è lei la madre di Manrico, la condanna al rogo, felice del dolore che così procurerà al rivale; ma mentre Manrico e Leonora stanno per sposarsi, giunge, portata da Ruiz, la notizia della condanna di Azucena, e Manrico parte immediatamente per salvare colei che egli ha sempre considerato essere sua madre.
Parte IV (Il supplizio): Manrico viene catturato e condannato alla decapitazione. Leonora supplica il conte che le offre la salvezza di Manrico a condizione che Leonora si conceda a lui. Seppure inorridita Leonora accetta e, di nascosto, inghiotte del veleno contenuto in un anello. Nella prigione Manrico e Azucena tentano di consolarsi a vicenda, quando giunge Leonora a portare la notizia della liberazione; Manrico intuisce il prezzo pagato dalla giovane per la sua liberazione e rifiuta, intanto il veleno inizia a fare effetto e Leonora muore tra le braccia dell'amato. Il conte di Luna, scoperto l'inganno, ritira la grazia e ordina l'uccisione di Manrico; appena questi è uscito, Azucena rivela al conte la verità riguardo a suo fratello: l'esecuzione è già stata compiuta e Azucena si è finalmente vendicata.
Versione francese (Le trouvère), traduzione di Émilien Pacini: Parigi, Opèra, 12-I-1857 (con l'aggiunta di un balletto all'inizio della parte III e con qualche modifica). Interpreti: Pauline Lauters-Gueymard (Leonora), Adelaide Borghi-Mamo (Azucena), Dameron (soprano) (Inès), Louis Gueymard (Manrique), Marc Bonnehèe (il Conte).