Jerusalem

Grand opèra in 4 atti di Giuseppe Verdi, libretto di Alphonse Royer e Gustave VaÎz, versione francese dei Lombardi alla Prima Crociata (1843).
1a rappresentazione: Parigi, Thèâtre de l'Acadèmie Royale de Musique, 26-XI-1847 (maestro al cembalo G. Verdi). Per la scena 1a dell'atto III Verdi predispose una serie di divertissements (15 nn. di un balletto senza programma) per la coreografia di Joseph Mazilier.
1a rappresentazione italiana della versione francese: Parma, Teatro Regio, 7-I-1986 (direttore Donato Renzetti).
Personaggi e interpreti (1847 e 1986): Gaston (tenore; Gilbert-Louis Duprez - Veriano Luchetti), le Comte de Toulouse (baritono; Charles Portheaut - Ettore Nova), Roger (basso; Adolphe-Louis-Joseph Alizard - Cesare Siepi), Adhèmar de Monteil (basso; Hippolyte Brèmont - Alfonso Marchica), Raymond (tenore; Joseph Barbot - Gianfranco Manganotti), un Soldat (basso; Ferdinand Prèvost - Marcello Crisman), un Hèraut - un araldo (basso; Molinier - Tito Turtura), l'Émir de Ramla (basso; Guignot - Eftimio Micalopoulos), un Officier de l'Émir (tenore; Koenig - Walter Brighi), Hèlène (soprano; Elise Julian van Gelder - Katia Ricciarelli), Isaure (soprano; Thèrèse Muller - Wilma Colla).
1a rappresentazione di Gerusalemme (traduzione di Calisto Bassi): Milano, Teatro alla Scala, 26-XII-1850 (direttore Eugenio Cavallini). Interpreti: Alfredo Didot (Ruggero), Marietta Gazzaniga-Malaspina (Elena), Carlo Negrini (Gastone), Alessandro Trabattoni (il Conte di Tolosa), Sonderegger (l'Emiro di Ramla).
1a edizione: Parigi, Bureau Central de Musique (Lèon Escudier), 1847 (spartito), poi Milano, Ricordi, 1850 (Gerusalemme, id.).
Il primo atto a Tolosa nel 1095, dopo il Concilio di Clermont. Gli altri atti quattro anni più tardi in Palestina.
ATTO I: il conte di Tolosa, padre di Elena e assassino del padre di Gastone, chiede a quest'ultimo di riconciliarsi con lui e acconsente alle sue nozze con Elena. Solo Ruggero, invaghito della ragazza, non gioisce alla notizia e impone a un soldato di ammazzare, fra due cavalieri in armatura dorata, quello che non porta un mantello bianco. Il conte viene poi proclamato capo dei crociati. Intanto, nella cappella, Gastone viene accusato di aver aggredito il padre di Elena per ucciderlo. Il legato del papa pronuncia la scomunica nei confronti di Gastone e lo condanna all'esilio.
ATTO II: dopo quattro anni, sui monti di Ramla in Palestina, Raimondo, scudiero di Gastone, incontra Ruggero che si appresta a soccorrere coloro che soffrono la sete. Elena, informata da Raimondo, viene a sapere che Gastone è vivo, ma prigioniero a Ramla. Intanto il conte desidera che Ruggero abbia la benedizione e costui lo segue in battaglia. Nel frattempo Elena incontra Gastone, prigioniero dell'Emiro; il loro tentativo di fuga fallisce poiché intervengono le guardie che li accerchiano.
ATTO III: all'arrivo dei crociati, Elena e Gastone vengono accusati dal conte di aver tramato contro di lui, tentando di ucciderlo. Il conte porta via Elena che invano cerca di scagionarsi. Nella piazza di Ramla, Gastone è accusato pubblicamente e la folla apprende dall'ambasciatore che il giorno seguente egli verrà giustiziato. Gastone, certo della propria innocenza, chiede che gli venga tolta la vita immediatamente.
ATTO IV: nella valle di Giosafat, al campo dei crociati, Gastone e Ruggero partecipano alla battaglia, al termine della quale il conte è accompagnato da un giovane che ha combattuto valorosamente. Il capo dei crociati, però, non ha riconosciuto in lui Gastone, ma questi gli viene indicato da Ruggero, ormai morente. Ruggero confessa inoltre la sua colpa e chiede la grazia per Gastone. Elena e l'amato possono ora gioire, finalmente felici.