La traviata

anche con il titolo Violetta
Melodramma in 3 atti di Giuseppe Verdi, libretto di Francesco Maria Piave tratto dal romanzo La dame aux camèlias (La signora dalle camelie; 1847) di Alexandre Dumas fils.
1a rappresentazione: Venezia, Teatro La Fenice, 6-III-1853 (direttore Gaetano Mares). Personaggi e interpreti: Violetta Valèry (soprano; Fanny Salvini Donatelli), Flora Bervoix (mezzosoprano; Speranza Giuseppini), Annina (soprano; Carlotta Berini), Alfredo Germont (tenore; Ludovico Graziani), Giorgio Germont (baritono; Felice Varesi), Gastone, visconte di Letorières (tenore; Angelo Zuliani), il barone Douphol (baritono; Francesco Dragone), il marchese d'Obigny (basso; Arnaldo Silvestri), il dottor Grenville (basso; Andrea Bellini), Giuseppe (tenore; Giuseppe Borsato), un Domestico di Flora (basso; Giuseppe Tona), un Commissionario (basso; Placido Meneguzzi). 2a versione (con cambiamenti): Venezia, Teatro San Benedetto, 6-V-1854. Interpreti: Maria Spezia (Violetta), Francesco Landi (Alfredo), Filippo Coletti (Giorgio Germont). Una versione francese, con traduzione di Edouard Duprez e il titolo Violetta andò in scena a Parigi, Teatro Lyrique, 27-X-1864, con divisione in 4 atti, mutamento di numerosi nomi di personaggi e alcune modifiche (finale atto II). 1a edizione: Milano, Ricordi, 1853.
Scena: Parigi e dintorni, nel 1850 circa. Il I atto si svolge in agosto, il II in gennaio, il III in febbraio.
ATTO I: Nella casa di una famosa mondana, Violetta Valèry, è in corso una grande festa da ballo; tra le danze e i brindisi, un invitato, Gastone, presenta l'amico Alfredo Germont alla padrona di casa. Tra i due giovani nasce subito una viva attrazione che sfocerà in una vera e propria dichiarazione d'amore da parte di Alfredo, durante una breve pausa, allorché Violetta, colta da un improvviso malore, ha dovuto sospendere le danze ed appartarsi. Violetta si accorge anch'essa di essersi innamorata del giovane e gli regala una camelia: rivedrà Alfredo, gli promette, solo quando il fiore sarà appassito.
ATTO II: Alfredo e Violetta hanno lasciato la frenetica vita della città preferendo la tranquillità della campagna. In un momento di assenza del giovane amante, giunge una visita inattesa per Violetta: è il padre di Alfredo, Giorgio Germont. Egli tenta in ogni modo di convincere la giovane a lasciare Alfredo; a tale scopo in un primo tempo la accusa di condurre in rovina il figlio. Ma Violetta gli dimostra l'infondatezza di tali affermazioni. Germont, allora, più sinceramente, spiega la ragione del suo intervento: lo scandalo della sua relazione con Alfredo, di fatto, è un ostacolo alle nozze dell'altra sua figlia. Violetta, disperata, dichiara quanto sia forte il suo sentimento per Alfredo e nel contempo la precarietà delle sue condizioni di salute che non le permetteranno di vivere a lungo. Essa tuttavia si lascia convincere dalle insistenze di Germont padre. Così, dopo aver promesso di non svelare mai i veri motivi della sua decisione, Violetta abbandona Alfredo, al quale comunica in un biglietto la sua intenzione di unirsi al barone Douphol, suo antico pretendente. Alfredo, fuori di sé per l'inspiegabile comportamento della donna, si reca a Parigi sulle sue tracce e la incontra ad una festa a casa di Flora, una comune amica. Qui insulta pesantemente Violetta di fronte ai presenti stupefatti ed indignati, tra i quali anche il padre, frattanto sopraggiunto. Si preannuncia un duello tra il barone Douphol ed Alfredo.
ATTO III: Parigi è in festa per il carnevale, solo Violetta è sola e disperata. La sua malattia si è molto aggravata ed essa, sentendosi prossima alla morte, teme di non rivedere più il suo amato. Inaspettatamente giunge Alfredo risentito e commosso; egli ha appreso dal padre tutta la vicenda ed in particolare il generoso sacrificio della donna. Violetta è ormai allo stremo: le dolcissime parole d'amore di Alfredo e le espressioni di rimorso e di stima del vecchio Germont la confortano negli ultimi istanti.
La musica de La Traviata di Giuseppe Verdi fu più volte utilizzata per diverse coreografie: Lady of the Camelias, balletto, coreografia di Antony Tudor (New York, Metropolitan, 28-II-1951), New York City Ballett; Camille coreografia di Ruth Page (Chicago, 1957); La dame aux camèlias, coreografia di Jorge Lefèbre: (Ballet Royal de Wallonie, 1980).