Les vespres siciliennes

Opèra in 5 atti di Giuseppe Verdi, libretto di Augustin-Eugène Scribe e Charles Duveyrier. Composizione: fine 1852 - primavera 1855.
1a rappresentazione: Parigi, Thèâtre de l'Acadèmie Impèriale de Musique, 13-VI-1855 (direttore Narcisse Girard), nel quadro dell'Exposition Universelle inauguratasi il 15 maggio. Personaggi e interpreti: Guy de Montfort, gouverneur de Sicile, sous Charles d'Anjou, roi de Naples (baritono; Marc Bonnehèe), le Sire de Bèthune, officier français (basso; Coulon), le Comte de Vaudemont, id. (basso; Guignot), Henri (in italiano Arrigo), jeune sicilien (tenore; Louis Gueymard), Jean Procida (in italiano Giovanni da Procida), mèdecin sicilien (basso; Louis-Henri Obin), la duchesse Hèlène, soeur du duc Frèdèrich d'Autriche (soprano; Sofia Cruvelli), Ninetta, femme de chambre (contralto; S. Sannier), Danieli, sicilien (tenore; Boulo), Thibault (in italiano Tebaldo), soldat français (tenore; Aimès), Robert, id. (baritono; Marie), Mainfroid (in italiano Manfredo), sicilien (tenore; Koenig).
1a rappresentazione italiana: Parma, Teatro Regio, 26-XII-1855 (direttore Nicola De Giovanni). Per le particolarità di questo allestimento si veda l'ultimo paragrafo della presente voce.
1a edizione: Parigi, Lèon Escudier, 1855 (spartito); poi Milano, Ricordi (con il titolo Giovanna de Guzman, 1855, id.).
Il libretto è in parte derivato da quello redatto dagli stessi autori nel 1838 per Le Duc d'Albe di Jacques-François-Fromental Halèvy, ma da questi non utilizzato (vi pose mano invece, lasciando però incompiuta l'opera, Gaetano Donizetti, Le Duc díAlbe).
Per la scena 2a dell'atto III Verdi compose un ´divertissementª (balletto), Les quatre saisons, coreografia di Lucien Petipa: . Interpreti: Vittorina Legrain (l'Hiver), Claudia Cucchi (le Printemps), Nathan (danzatrice) (l'Étè), Caterina Beretta (l'Automne).
L'azione è a Palermo, l'epoca il 1282.
ATTO I: due soldati francesi, Roberto e Tebaldo, ubriachi, si prendono gioco dei siciliani; di fronte agli ufficiali Bethune e Vaudemont Roberto si vanta d'esser molto ammirato dalle donne siciliane. La duchessa Elena d'Austria è in lutto per la morte del fratello Federigo, imputato di tradimento e giustiziato dai francesi; mentre si reca al suo palazzo con la domestica Ninetta e il rivoluzionario Danieli incontra Roberto, il quale la provoca chiedendole di cantare per la vittoria francese. La donna spinge il popolo a ribellarsi, ma il governatore Guido di Monforte riesce a placare l'ira dei siciliani. Il giovane soldato Arrigo, innamorato di Elena, esprime il proprio disprezzo per i francesi; rimasto solo con Guido, viene da questi minacciato di morte se continuerà a frequentare Elena, che egli teme per le sue idee rivoluzionarie.
ATTO II: l'esule rivoluzionario Giovanni da Procida, sbarcato a Palermo, dichiara a Elena e Arrigo che Pietro d'Aragona è disposto a sostenere la rivolta contro i francesi, purché l'insurrezione coinvolga l'intero popolo siciliano. Rimasti soli, Arrigo ed Elena si scambiano promesse d'amore, ma giunge Bethune e arresta Arrigo su ordine del governatore. Di propria iniziativa Giovanni da Procida tenta di innescare la rivolta convincendo i soldati francesi a rapire alcune donne, al fine di provocare la ribellione dei siciliani.
ATTO III: quando Arrigo viene condotto di fronte al governatore, questi ha appena avuto una rivelazione da una donna morente: Arrigo è suo figlio. Messo a parte della notizia, il giovane rivela al padre i piani della rivolta. Arrigo tenta di convincere il padre a lasciare il palazzo, ma Guido riesce a catturare i rivoltosi, capeggiati da Elena.
ATTO IV: grazie a un permesso speciale concessogli dal padre Arrigo può recarsi a trovare i prigionieri, e può così placare l'ira che Elena cova nei suoi confronti. Intanto Giovanni da Procida viene segretamente informato dell'arrivo degli aiuti aragonesi. Monforte in un primo tempo intende giustiziare gli arrestati ma poi, implorato da Arrigo, ne ordina la liberazione e anzi annuncia il matrimonio di Arrigo ed Elena, simbolo dell'accordo di pace testè raggiunto fra Sicilia e Francia.
ATTO V: Elena apprende da Giovanni da Procida che le campane della cerimonia nuziale daranno inizio alla strage dei francesi; sconvolta, la donna vorrebbe rinunciare alle nozze, ma è troppo tardi: davanti alla cattedrale di Palermo l'insurrezione ha inizio.
Per evitare guai con la censura, in Italia l'opera fu dapprima intitolata Giovanna di Braganza e poi rappresentata, per altro senza intervento censorio, con il titolo di Giovanna de Guzman, ´dramma in 5 attiª (versione di Eugenio Caimi, erroneamente indicata talvolta come opera di Arnaldo Fusinato; direttore Nicola De Giovanni); la scena è trasportata a Lisbona verso la fine del novembre 1640. Personaggi e interpreti: Michele de Vasconcellos, governatore del Portogallo per Filippo IV di Spagna (baritono; Francesco Cresci), Don Pedro, ufficiale spagnuolo (basso; Guglielmo Giordani), Don Diego, id. (basso; Angelo Corazzani), Enrico, giovane portoghese (tenore; Antonio Giuglini), Don Giovanni Ribeiro Pinto, gentiluomo (basso; Giorgio Atry), Giovanna de Guzman, cognata del duca di Braganza (soprano; Caterina Goldberg Strossi), Vittoria, sua domestica (contralto; Teresa Lenci Marsili), Tello, suo domestico (tenore; Salvatore Poggiali), Carlo, soldato spagnuolo (tenore; Raffaele Giorgi), Mendez, id. (basso; Raimondo Beffagni), Manfredo, portoghese (tenore; Giovanni Battista Garutti). Interpreti del Balletto delle quattro stagioni: Marina Mora, Ernestina Wuthier, Adelaide Frassi, Caterina Romagnoli.