Alzira

Tragedia lirica in 1 prologo e 2 atti di Giuseppe Verdi, libretto di Salvatore Cammarano tratto dalla tragedia Alzire, ou Les Amèricains (Parigi, 27-I-1736) di Voltaire.
1a rappresentazione: Napoli, Teatro San Carlo, 12-VIII-1845. Personaggi e interpreti: Alvaro (basso; Marco Arati), Gusmano (baritono; Filippo Coletti), Ovando (tenore; Ceci), Zamoro (tenore; Gaetano Fraschini), Ataliba (basso; Michele Benedetti), Alzira (soprano; Eugenia Tadolini), Zuma (mezzosoprano; Maria Salvetti), Otumbo (tenore; Francesco Rossi).
In Perù, alla metà del XVI secolo.
PROLOGO (Il Prigioniero): Alvaro, anziano governatore spagnolo del Perù, è caduto nelle mani degli Incas di Otumbo. Mentre è condotto a un barbaro supplizio, sbarca il capo tribù Zamoro: a sua volta torturato dai conquistadores e creduto morto, è riuscito a fuggire e concede ad Alvaro la grazia. La principessa Alzira, sua promessa sposa, è però ancora prigioniera a Lima insieme con il padre Ataliba: per liberarla, Zamoro ha chiamato a raccolta le tribù della foresta e organizzato una sortita.
ATTO I (Vita per vita): Alvaro passa le consegne al figlio Gusmano, che come primo atto di governo intende suggellare la pace con gli Incas sposando la riluttante Alzira. La principessa narra però alla sorella Zuma e alle confidenti come Zamoro, da tutti pianto per morto, le sia apparso in sogno a salvarla da una tempesta: invano Ataliba le impone di sottomettersi. Zamoro è riuscito a introdursi negli appartamenti di Alzira, che lo riabbraccia giurandogli fedeltà: i due sono sorpresi da Gusmano, che fa arrestare l'Inca e lo consegna al carnefice. Ma Alvaro riconosce in Zamoro il proprio salvatore: mentre implora dal figlio la grazia, il duca Ovando accorre con l'annuncio che gli Americani in armi sono alle porte di Lima. Gusmano cavallerescamente accorda a Zamoro di ricongiungersi alle sue truppe, rinviando lo scontro al campo di battaglia.
ATTO II (La vendetta di un selvaggio): i soldati spagnoli brindano alla sconfitta dei peruviani e al prossimo bottino. Alzira potrà scongiurare la condanna al rogo di Zamoro solo consentendo alle nozze con Gusmano. Per salvare la vita dell'amato Alzira cede, e Gusmano fa apprestare all'istante per il rito. In una spelonca, proprio mentre Otumbo rivela agli Incas di essere riuscito a corrompere i carcerieri di Zamoro, questi ritorna ancora ignaro della sorte di Alzira. Ma comprende all'istante scorgendo in lontananza Lima illuminata a festa: al colmo del furore parte per vendicarsi. Nel palazzo del Governatore il rito è al culmine: nel preciso istante in cui porge la mano ad Alzira, Gusmano cade trafitto dal pugnale di Zamoro, travestito da soldato. In punto di morte Gusmano ha parole di perdono cristiano che toccano l'animo di Alzira e Zamoro: fra la commozione generale, spira benedetto dal padre affranto.