Stiffelio

Melodramma in 3 atti di Giuseppe Verdi, libretto di Francesco Maria Piave dal dramma in 5 atti e 6 parti Le pasteur, ou L'Évangile et le foyer (Il Pastore o Il Vangelo e il focolare; Parigi, Thèâtre de la Port-Saint-Martin, 10-II-1849) di Émile Souvestre e Eugène Bourgeois.
1a rappresentazione: Trieste, Teatro Grande, 16-XI-1850 (direttore G. Verdi). Rifatta poi come Aroldo. Personaggi e interpreti: Stiffelio (tenore; Gaetano Fraschini), Lina (soprano; Marietta Gazzaniga-Malaspina), Stankar (baritono; Filippo Colini), Raffaele (tenore; Ranieri Dei), Jorg (basso; Francesco Beduzzi), Federico di Frengel (tenore; Giovanni Petrovich), Dorotea (mezzosoprano; Amalia Viezzoli De Silvestrini).
1a edizione: Milano, Ricordi, 1850.
Scena: un castello del conte di Stankar in Germania, sulle rive dello Salzbach, e suoi dintorni. Epoca: il principio del sec. XIX.
ATTO I: Jorg, un attempato ministro della setta assasveriana, è immerso nella lettura. Egli, dopo aver richiuso il volume, riflette su Rodolfo Stiffelio, il più giovane ministro facente parte del gruppo religioso, quando lo vede entrare insieme con la moglie Lina, al padre di lei, il Conte Stankar, al nobile Raffaele a ai cugini Federico e Dorotea. Stiffelio comunica ai presenti un fatto raccontatogli da Valter. Questi, mentre conduceva la sua barca, circa una settimana prima, aveva visto un uomo saltare in acqua da una delle finestre del palazzo e aveva poi raccolto il portafoglio smarrito da quello. Il ministro estrae allora l'oggetto ritrovato e si affretta a gettarlo nel camino. Lina e Raffaele, in un primo tempo agitati, si tranquillizzano non appena vedono bruciare il portafogli e Stankar capisce immediatamente cos'è successo quella sera. Rimasto solo con la moglie, Stiffelio la avverte di aver imparato che le donne sono disoneste e le domanda dove abbia messo l'anello che egli le aveva donato. Punta sul vivo, Lina si dispera e scoppia in lacrime. Nel frattempo il Conte convoca il genero; la donna, rimasta sola, decide di dichiararsi colpevole in un biglietto destinato al consorte, quando entra il padre che, leggendo la missiva, vede fondati i suoi iniziali sospetti e inveisce contro la figlia. In seguito, come concordato con l'amante, Raffaele, Lina infila un foglietto, che reca l'ora e il luogo dell'appuntamento, nel libro del vecchio rappresentante della setta. Frattanto, in una sala allestita a festa i presenti celebrano il ritorno di Stiffelio dal suo ultimo viaggio, quando il giovane ministro viene messo al corrente da Jorg della presenza del foglio che smaschera il tradimento. Il festeggiato, che deve tenere un sermone, ne approfitta per parlare dell'infedeltà e in un secondo tempo prende in mano il libro in questione e domanda a Lina la chiave da inserire nel fermaglio che lo chiude. La donna esita e il marito riesce ugualmente con l'uso della forza ad aprire il volume, dal quale cade il biglietto che Stankar solleva e strappa. Il genero, adirato, accusa pubblicamente il vecchio, mentre questi decide di battersi a duello con Raffaele.
ATTO II: di notte, nel cimitero, la donna, visibilmente agitata, si ferma a pregare sulla tomba della madre, quando ode dei passi e vede l'amante. Questi, che non è disposto a troncare la relazione, tenta di rassicurarla dicendole che i sospetti del marito non cadono su di lui, ma su Federico. Poco dopo ecco Stankar con due spade che istiga il giovane al duello. I due stanno per scontrarsi, quando giunge Stiffelio a invocare la pace. Il suocero a quel punto accusa Raffaele di essere un traditore e il ministro, che apprende soltanto allora la verità, inveisce contro la moglie maledicendola e cade a terra esanime.
ATTO III: in una stanza del castello, il Conte, che ha appena letto una lettera nella quale Raffaele comunica a Lina di essere fuggito e la invita a seguirlo, decide di uccidersi, quando entra Jorg che riferisce di essere riuscito a far ritornare il giovane. Nel frattempo, Stiffelio, che si è imbattuto nel traditore, esige dalla moglie la firma all'atto di divorzio e si dichiara in procinto di partire. La donna accetta a malincuore la decisione del marito e gli confessa di amarlo ancora e di non provare alcun sentimento per l'amante, mentre Stankar comunica al genero di aver ucciso Raffaele. Jorg avvisa il ministro che la funzione sta per iniziare. Nella chiesa dove Dorotea, Federico, Lina e il padre stanno già pregando, Stiffelio declama l'episodio evangelico dell'adultera e, come Dio ha concesso il suo perdono alla donna peccatrice, anch'egli perdona la moglie, che cade ai suoi piedi.