Un giorno di regno, ossia il finto Stanislao

Melodramma giocoso in 2 atti di Giuseppe Verdi, libretto di Felice Romani, ispirato alla farsa Le faux Stanislas (Il finto Stanislao; 1808) di Alexandre-Vincent Pineux-Duval. Composizione: 1840.
1a rappresentazione: Milano, Teatro alla Scala, 5-IX-1840 (direttore Eugenio Cavallini). Personaggi e interpreti: il cavaliere di Belfiore (baritono; Raffaele Ferlotti), il barone di Kelbar (basso; Raffaele Scalese), la marchesa del Poggio (soprano; Antonietta Rainieri Marini), Giulietta di Kelbar (mezzosoprano; Luigia Abbadia), Edoardo di Sanval (tenore; Lorenzo Salvi), Il signor La Rocca (basso; Agostino Rovere), il conte Ivrea (tenore; Giuseppe Vaschetti), Delmonte (tenore; Napoleone Marconi).
Dopo l'insuccesso ottenuto con la 1a rappresentazione, l'opera fu ripresentata a Venezia, al Teatro San Benedetto, l'11-X-1845 con il titolo Il finto Stanislao.
1a edizione: Milano, Ricordi, 1845 (spartito).
La scena è nella vicinanza di Brest nel Castello di Kelbar. Epoca: 1733.
ATTO I: presso il castello di Kelbar, presso Brest, si stanno festeggiando le imminenti nozze di Giulietta, figlia del barone di Kelbar, con il tesoriere, il signor La Rocca, e quelle della marchesa del Poggio, nipote del barone, con il conte di Ivrea; inoltre, è ospite del castello Stanislao, re di Polonia. In realtà, non si tratta del vero re, ma del cavaliere di Belfiore che viaggia sotto mentite spoglie per consentire al vero re di giungere incolume a Varsavia. La marchesa, però, riconosce nel finto re il cavaliere da lei amato. Anche Giulietta si lamenta di dover sposare il vecchio tesoriere, mentre ama riamata il nipote di questi, il giovane Edoardo. Il cavaliere di Belfiore vuole convincere La Rocca ad accettare un ministero in Polonia e, affinché non sposi la marchesa, gli propone le nozze con l'illustre principessa Ineska. La Rocca è intenzionato a sottoscrivere le proposte del re e prende tempo per firmare il contratto di nozze che gli sottopone il barone, quindi disdice la promessa di matrimonio, causando le ire del barone, che si placa solamente di fronte alla collera del re.
ATTO II: il cavaliere di Belfiore, per fare in modo che il barone acconsenta alle nozze di Giulietta con Edoardo, spinge La Rocca ad assegnare al nipote una rendita. Poco dopo, la marchesa incontra il cavaliere e lo prega di rivelarsi per impedire le sue nozze con il conte d'Ivrea, ma le ragioni politiche glielo impediscono. Il finto re è in procinto di partire insieme con il nuovo scudiero Edoardo, quando giunge un dispaccio che annuncia l'arrivo del vero Stanislao a Varsavia e la nomina del cavaliere a maresciallo, permettendo, così, il lieto fine.