Verdi e l'Italia Unita

Cavour volle a tutti i costi che Verdi, il "mito" nazionale, si candidasse a deputato del primo Parlamento dell'Italia unita.

Il Maestro accettò controvoglia solo in virtù della grande stima che provava per lo statista.

Eletto a grande maggioranza, il 18 febbraio 1861 Verdi partecipò alla seduta inaugurale del primo Parlamento del Regno d'Italia e a quella che proclamò Vittorio Emanuele II Re d'Italia il 17 marzo.

Quando Cavour morì, il 6 giugno 1861, Verdi si fece nuovamente assorbire dalla musica e cominciò a disertare la politica attiva. Nonostante ciò tredici anni dopo, nel 1874, fu nominato senatore, carica che peraltro sarà per lui poco più che onorifica.

Verdi fu sempre leale verso la dinastia sabauda e orgogliosamente nazionalista. Non fu schiavo di partiti o convenienze; una volta compiuta l'Unità, aumentò in lui il distacco da una politica incapace di offrire all'Italia un posto dignitoso nel quadro internazionale.

Non era portato verso la politica attiva. Lasciò invece messaggi di alto impegno civile nelle sue opere, che diventeranno veicoli ancora più potenti del suo impegno sociale come per esempio Simon Boccanegra e Don Carlos.